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Osteria dell’Orologio – Fiumicino

Nel centro storico di Fiumicino, un'osteria dove il legno la fa da padrona.
L'atmosfera e i piatti dello chef scaldano il cuore degli ospiti

PRODOTTO: BOTTEGA / ABETE DI RECUPERO PRIMA PATINA VERNICIATO ALL’ACQUA NATURALE
ARCHITETTO: Luca Bruno – ANNO: 2018

Interno Osteria dell'Orologio a Fiumicino

L’intervento è stato realizzato nel centro storico di Fiumicino in un celebre palazzo dell’ottocento disegnato da Giuseppe Valadier, dove un piccolo locale è divenuto uno dei punti di riferimento per gli amanti del pesce nella periferia romana. 

L’architetto Luca Bruno ha avuto l’onere e l’onore di progettare ed inserire 30 coperti in uno spazio poco più grande di 35 mq. 

La scelta ponderata degli interventi, nonché l’utilizzo dei giusti materiali ha sapientemente coniugato la contemporaneità di un ristorante gourmet con il fascino di un edificio dell’ottocento. 

Il dialogo tra il contemporaneo e la storia rivive nella volta a botte con mattoni a vista, che ricorda il vissuto di quei locali, anticamente utilizzati dai pescatori come depositi, dalla quale scende verso il pavimento una parete costruita con abete di recupero incastonato in una struttura di ferro ossidato. 

Sala Osteria dell'Orologio a Fiumicino
l'orologio parquet abete di recupero

Materiali nuovi che, però, ricordano e valorizzano il tempo trascorso. Le crepe, le stonalizzazioni e la superficie irregolare dell’abete in prima patina conferiscono il fascino del vissuto che ritroviamo nel ferro ossidato, a sottolineare la trasformazione che subisce un metallo in breve tempo a contatto con l’aria iodata.

L’abete di recupero DELBASSO è stato inserito anche come pavimento, sapientemente mixato con la geomalta, per ricreare una divisione all’interno dell’ambiente.

      Progettare il contemporaneo in uno spazio poco più grande di 35mq, mi ha trasmesso la stessa tensione che potrebbe avere un chirurgo responsabile di installare una piccola protesi in un corpo di 90 anni. Pur trattandosi di una mini protesi, l’intervento sarebbe molto rischioso.”

Luca Bruno

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